Volantino per il 15 marzo contro la campagna guerrafondaia.
La guerra in Ucraina, con la duplice oppressione del popolo ucraino da parte dell’ “imperialismo occidentale” e di quello russo, e la politica genocida nei confronti del popolo palestinese, sono manifestazioni dell’accentuazione della crisi generale del capitalismo che oggi si traduce nell’offensiva contro i popoli oppressi e le piccole nazioni, nell’avanzata del fascismo su piano mondiale e nell’inizio della guerra inter-imperialista.
La svolta che si sta delineando con la decisione USA di procedere ad un netto ridimensionamento della propria partecipazione a fianco dei paesi imperialisti europei nel conflitto bellico in corso in Ucraina con l’imperialismo russo sino a delineare un possibile, relativo e momentaneo, accordo per la “pace” in quest’area dell’Europa Orientale, sta spingendo in avanti ed alimentando le mire espansionistiche e guerrafondaie dei paesi europei. Una svolta in direzione di una nuova e più estesa fase della guerra inter-imperialistica in corso che vede sempre più i paesi imperialisti europei confrontarsi direttamente con l’imperialismo russo, mentre gli USA si concentrano le forze per preparare lo scontro sul piano bellico con il socialimperialismo cinese.
In questo quadro l’imperialismo si rivela un sistema morente il cui diretto corrispettivo è rappresentato dalla tendenza alla rivoluzione proletaria. Questo a partire dalle lotte rivoluzionarie, dalle guerre di liberazione nazionale e dalle guerre popolari di Nuova Democrazia, nei paesi oppressi per arrivare allo sviluppo della tendenza alla rivoluzione proletaria negli stessi paesi imperialisti nella lotta contro il fascismo, l’offensiva antioperaia ed antiproletaria dei governi e dei partiti reazionari e la guerra imperialista.
La manifestazione per l’Europa del 15 marzo è un’iniziativa che evidenzia la svolta intervenuta con la decisione degli USA di procedere con l’assunzione di un ruolo di basso profilo al fine di far avanzare i paesi imperialisti europei e di concentrare le forze per un nuovo sviluppo della guerra inter-imperialista. Questa svolta rappresenta un gioco di squadra tra USA e principali paesi europei, con la Germania alla testa, per la ridefinizione della configurazione degli schieramenti della guerra inter-imperialista. La manifestazione per l’Europa del 15 marzo è una manifestazione di guerrafondai, di fascisti e di socialfascisti, che cercano oggi di contribuire alla formazione di un clima egemonico favorevole per le ulteriori criminali imprese che i vari imperialismi europei vogliono attuare sul fronte esterno e su quello interno.
Il fascismo avanza in Europa, in primo luogo come esito della sempre più accentuata fascistizzazione degli Stati promossa dalle varie borghesie imperialiste, in secondo luogo con l’avanzata delle forze politiche fasciste che si candidano per la possibilità di rappresentare nel modo più utile ed efficace gli interessi di tali borghesie. Per intanto i socialfascisti (come il PD e le centrali dei sindacati confederali), dopo aver alimentato in prima persona la fascistizzazione dello Stato italiano, non vogliono essere da meno sul fronte della promozione della guerra inter-imperialista e della campagna nazionalista e guerrafondaia.
La lotta antimperialista a sostegno dei popoli oppressi (dalla Palestina all’Ucraina, ai popoli impegnati in altre guerre nazionali e di Nuova Democrazia -India, Filippine, Perù, Turchia-) contro le diverse potenze imperialiste ed in particolare contro l’imperialismo italiano (che per di più opprime lo stesso Mezzogiorno ed il popolo sardo), non può quindi essere disgiunta dalla lotta contro i due fratelli gemelli fascismo e socialfascismo per quanto quest’ultimo sia destinato sempre più ad un ruolo marginale. Da tutto questo sorge la necessità di collegare le lotte antimperialiste, quelle in difesa delle condizioni di vita e di lavoro della classe operaia e delle masse popolari, le lotte per la difesa dei diritti democratici dei lavoratori e quelle contro la guerra, con un programma per una rivoluzione democratico-popolare antifascista che possa rappresentare la maggioranza della popolazione sfruttata ed oppressa e sostanziare, sotto il profilo teorico e politico, la costruzione di un effettivo partito comunista, che oggi non può che essere marxista-leninista e soprattutto maoista. L’unione tra le forze sinceramente comuniste sulla base del maoismo è una necessaria condizione oggettiva per la possibilità dell’apertura di una effettiva controtendenza ideologica e politica, nella realtà italiana come in quella di tutti gli altri paesi del mondo. Uniamoci sotto la bandiera del maoismo.
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