Sembrava una notizia secondaria quella della maestra dell’asilo sospesa per la sua presenza sulla piattaforma OnlyFans, tipica delle polemiche provinciali del nostro paese. In tale questione si evidenziava una certa piccineria, bigotteria, fideismo e ipocrisia da parte delle cosiddette istituzioni, le quali nei loro esponenti più reazionari (Lega) propongono addirittura di legalizzare i bordelli, rendendo di fatto legale l’abuso sessuale e la tratta di migliaia di donne, ma se la prendono con una singola insegnante quando questa pretende di fare un’attività che essi considerano legale e giusta, perché la porta nel sacro e immacolato tempio dell’istruzione. Insomma la prostituzione sì, ma lontano dai nostri bambini! La bigotteria, l’ipocrisia e il moralismo cattolico più retrivo, che se la prende con le vittime e giustifica e sostiene sfruttatori e carnefici delle donne.
Bisogna però notare che su tale questione si è subito acceso uno scontro politico che va ben al di là di tale filisteismo piccolo-borghese e delle decisioni discutibili di una maestra d’asilo, e si collega anche alla proposta della Lega di introdurre dei test psico-attitudinali per i docenti. Tale proposta è espressione del tentativo di rafforzare la figura dell’insegnante in senso autoritario: a tale rafforzamento corrisponde chiaramente un restringimento oligarchico e di casta del corpo insegnanti e una maggiore selezione di figure più fedeli e idonee ai nuovi indirizzi governativi reazionari. In tal senso possiamo comprendere l’idea di una riforma del codice etico degli insegnanti presentata dal ministero.
Il ministero dunque non ha tardato a strumentalizzare tale notizia con il fine di modificare la parte del codice etico relativa al rapporto con i social media degli insegnanti, cercando di far pesare il ricatto del licenziamento su quegli insegnanti critici degli indirizzi del governo e intenzionati a mettere anche in pratica realmente tali critiche da un punto di viste delle proteste e dell’attivismo. Inoltre vi è anche il problema di quegli insegnanti che con le loro “condotte … possono danneggiare la reputazione delle amministrazioni”. Tutto ciò dunque va nella direzione di un principio di Stato Etico e della criminalizzazione e punizione degli insegnanti dissidenti con la linea politica del governo.
L’on. Rossano Sasso in quota Lega ha infatti presentato un’interrogazione all’ufficio scolastico del Veneto chiedendo la revisione della posizione della docente precaria Gaia Righetto, attivista politica del centro sociale Django. Le basi di tale revisione secondo l’onorevole sarebbero le seguenti:
«Condanne penali e svariate denunce per varie vicende, dalle occupazioni abusive agli scontri con le forze dell’ordine, passando per le diffamazioni e le ingiurie contro esponenti politici. È anche attivista queer e l’anno scorso insieme ad altri lgbt sfilò nuda per le strade trevigiane… chi è condannato anche se solo in primo grado e senza interdizione dai pubblici uffici, può continuare a insegnare a dei bambini?»
Il parlamentare ha proseguito stilando una “lista di proscrizione” di figure politiche, tutte ovviamente espressione della sinistra radicale e legate in qualche modo a certi temi di battaglie politiche democratiche e legalitarie:
«Non sono casi isolati, abbiamo troppi docenti fanatici e ideologizzati nelle nostre scuole e anche quelli violenti (nei fatti o a parole) iniziano ad essere numerosi. Cassaro, Salis, Raimo, Righetto solo per citarne i più celebri. Fuori dalla scuola i cattivi e le cattive maestre».
Lasciando perdere la falsità e la tendenziosità di tali accuse, si tratta di un atto gravissimo, di natura squisitamente eversiva e anti-democratica, con un parlamentare che utilizza il suo peso politico come strumento di pressione, facendo pesare sulla carriera lavorativa la militanza politica, che in molti casi può anche comportare denunce legate alla necessità di costruire dei rapporti di forza favorevoli alla propria causa, criminalizzando l’attività politica progressista, democratica e in ultima analisi anche quella dei comunisti e dei rivoluzionari.